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ALCUNI CONSIGLI PER L'INVERNO

Anche l'inverno è una stagione importante per le nostre piante. I rigori del clima ci costringono a proteggerle, soprattutto il loro pane radicale. Ma attenzione, una giusta dose di "basse temperature" garantirà il normale avvicendarsi dei cicli vegetativi.

In questo passo abbiamo pensato di fermarci un momento con le tecniche di coltivazione delle nostre pianticelle, cercando di far tesoro di alcuni consigli in modo da far loro trascorrere tranquillamente anche questa dura stagione, così da godere in primavera di un sicuro risveglio e di una vegetazione che sia subito rigogliosa. Purtroppo è successo a tutti di attendere invano che, all'inizio della bella stagione qualcuna delle nostre piante si decidesse a germogliare.

Qualche nostro errore durante la dormienza invernale ha fatto traghettare silenziosamente la nostra pianta nell'elenco di quelle che dobbiamo ricordare solo in fotografia.

È proprio la situazione di dormienza che subdolamente, non ci avverte del fatto che qualche cosa non funziona, ed è solo al momento del risveglio che possiamo prendere atto dell'irreversibile danno.

Allo stesso modo, sarà capitato a molti di aspettare con ansia i primi giorni di tepore per poter collocare all'esterno piante che, in appartamento durante l'inverno, stanno dimostrando chiaramente di essere allo stremo delle forze. Cerchiamo allora di salvare, per quanto possibile il nostro lavoro e ricordiamoci di alcuni accorgimenti che ci possono aiutare a far superare in bellezza la cattiva stagione alle nostre piante.

In primo luogo, ma questo crediamo vi sia ormai noto, è necessario distinguere tra le piante da esterno e quelle da interno.

Abbiamo già detto che non esisterebbero piante da interno se non fosse per il fatto che

stiamo coltivando essenze tipiche di paesi che possono garantire un clima molto più mite.

Noi cerchiamo artificiosamente di ricostruire tali situazioni climatiche all'interno dei nostri appartamenti; purtroppo però, nei paesi tropicali, ci sono anche altri fattori, incidenti più difficili da simulare, se non in serra, quali l'umidità e la luminosità. È per questo che, ben raramente, una piantina con tali provenienze potrà trovare in una delle nostre abitazioni delle situazioni ottimali e, quasi sempre, darà segni di sofferenza.

Possiamo però cercare di migliorare lo stato delle cose collocando il vaso in un sottovaso, il più ampio possibile, nel quale metteremo della argilla espansa che, opportunamente bagnata, creerà un microclima caldo umido attorno alla nostra pianticella.

Intanto non vi dovete spaventare se in qualche caso la vostra pianticella, pochi giorni dopo essere stata collocata all'interno, comincia ad ingiallire ed a perdere le foglie. Si tratta di una reazione naturale alla quale la pianta stessa porrà rimedio con una nuova vegetazione.

Per evitare che ciò succeda, sarebbe consigliabile che si anticipasse il pero riodo di ritiro delle piante dall'esterno, procedendo nell'operazione già nei primi giorni di settembre (vale ovviamente per il nord Italia).

Abbiamo notato comunque che vi è peraltro più la tendenza ad esagerare con le cure e con il caldo, collocando in appartamento anche piante di essenze che gradirebbero molto di più una serra fredda o un ambiente con temperatura modesta (6-10° C).

Per esperienza pensiamo di poter collocare tra queste alcune di coltivazione usuale quali le, Serisse, le Sageretie e gli Olivi.

Durante l'inverno molte piante collocate all'interno continuano a vegetare. È comunque una situazione da tenere sotto controllo, in quanto nella maggior parte dei casi, la modesta luce consente una formazione di zuccheri inferiore a quella che la pianta consuma per cui, alla ripresa vegetativa primaverile o in caso di qualche avversità la pianta potrebbe dover contare su modestissime o nulle riserve.

Per i Ficus, giova molto spostare le piante all'esterno nelle belle giornate di sole, così come, generalmente, è utile durante la notte collocare le piante sul pavimento dove la temperatura è inferiore. Crediamo che qui valga il discorso del nostro amico: "Cercate di ragionare per sapere se la collocazione che avete trovato per la pianta sia da ritenere ottimale o no e ciò alla luce delle conoscenze che ormai possedete".

Fate molta attenzione ai raggi del sole che colpiscono le piante dopo aver attraversato i vetri delle finestre e ricordatevi di girare le piante su se stesse con costanza.

E veniamo alle piante di casa nostra.

Siano esse caducifoglie o sempreverdi, in natura le piante sopportano il freddo delle nostre latitudini con una notevole capacità di adattamento, per cui non è assolutamente pensabile dover riparare le nostre piantine, in quanto trattate con la tecnica bonsai, in serre calde o fredde che siano. C'è per altro da tener presente che, in natura, le piante hanno la possibilità di affondare le loro radici nel terreno e ben difficilmente il gelo riesce a superare certe profondità.

Nei nostri bassi vasi bonsai o in quelli di coltivazione è facilissimo che l'intero pane radicale venga attanagliato dal gelo con qualche serio pericolo per le piante e, perchè no, anche per i vasi. Dobbiamo pertanto correre ai ripari e garantire che durante tutto l'inverno le radici delle nostre pianticelle, possano contare su un terreno almeno parzialmente sciolto.

Abbiamo scoperto presso i supermercati delle ampie scatole di polistirolo che normalmente vengono eliminate (ad esempio quelle del pesce) e che sono utilissime per ottenere un condizionamento del terreno dei nostri bonsai. Infatti collocando i vasi in queste scatole e riempiendo gli spazi vuoti con foglie secche, si garantisce alla pianta una temperatura che non scende sotto lo zero ed una umidità del terreno costante.

Uno dei pericoli dell'inverno è costituito dal fatto che non ci rendiamo conto della necessità che, anche durante tale periodo, sia garantita alle piante una certa umidità per evitare spiacevoli sorprese alla ripresa della vegetazione primaverile. È ovvio che non si tratta di una necessità paragonabile con quella del periodo vegetativo, ad ogni buon conto è opportuno che almeno ogni 15 giorni diamo un'occhiata allo stato del terreno delle nostre piante e, se del caso, apportiamo l'acqua che dovesse rendersi necessaria.

Se abbiamo provveduto a confezionare i r vasi nelle scatole come sopra descritto, possiamo collocarli in terra, oppure nel caso in Il cui disponiamo di un terreno, lasciarli sui terrazzi o balconi, se questa è l'unica nostra a opportunità. Evitate con cura di appoggiare i vasi bonsai direttamente sul pavimento di cemento dei poggioli e su scaffali di ferro. È anche qui opportuno utilizzare dei fogli di polistirolo o altro materiale che isoli dal freddo.

Se disponete di un po' di terreno, una i buona soluzione è quella di estrarre le piante dai vasi bonsai o da coltivazione ed interrarli, sino al colletto, senza smuovere il pane radicale.

Sempre sulla base dell'esperienza, abbiamo scoperto che prima di coprire il terreno dei vasi bonsai con le foglie, giova moltissimo cospargere lo stesso con un concime naturale a base di corna ed unghie di animali che si trova normalmente in commercio con nomi che richiamano la composizione del concime stesso (oscorna, cornunghia ecc.).

Questo concime ricchissimo di azoto organico, cede molto lentamente al terreno la propria componente nutritiva e, essendo assolutamente naturale, ne ricondiziona la flora microbica. Con tale accorgimento, quando i vasi verranno tolti dal contenitore al risveglio primaverile si noterà uno strato del terreno superficiale che non avrà più quel brutto aspetto calcinato dovuto alle continue annaffiature e le piante potranno contare da subito sull'azoto che durante l'inverno è stato ceduto al terreno senza pericoli di eccessi.

Nel caso in cui abbiate la possibilità di costruire una piccola serra fredda, è opportuno che la stessa sia collocata a nord in quanto è molto probabile che, nelle giornate di sole, la temperatura all'interno della serra stessa, salga al punto da provocare il risveglio delle piante che, al successivo abbassamento di temperatura, si troverebbero prive dei meccanismi che normalmente vengono messi in atto per superare impunemente il freddo dell'inverno.

Per le regioni del nord e per le piante sempreverdi che possono subire i guasti causati dalle gelate primaverili (es. Azalee ), non disponendo di una serra fredda, si può ovviare con un costo modesto utilizzando il tessuto non tessuto. Con tale prodotto, simile ad una tela grezza che si trova facilmente presso i negozi che vendono prodotti per l'agricoltura, confezionate dei sacchi abbastanza ampi che collocherete a copertura delle piante nelle sere nelle quali è prevedibile una temperatura rigida nel corso della notte o delle gelate. Al mattino potete togliere il sacco e garantire alla pianta la massima luminosità disponibile.

Nella scelta della collocazione delle piante per l'inverno fate molta attenzione al vento. Ritorneremo su questo argomento, ma per il momento sappiate che, nelle giornate invernali, le raffiche di vento possono creare una riduzione della temperatura attorno al tronco ed ai rami delle nostre piante sino a farle morire per il gelo.

Garantita la collocazione ottimale delle piante durante l' inverno, è forse opportuno ricordare che in tale stagione non è che il bonsaista possa dormire i suoi sonni tranquilli.

In materia di infestazioni ad esempio e per quanto riguarda le piante che normalmente vengono colpite dalla bolla (Peschi, Ciliegi, Meli, Biancospini ecc. ) o dalla gommosi, è opportuno effettuare un trattamento a rami nudi, con un prodotto specifico contenente Ziram.

Sempre sui rami nudi è opportuna una disinfezione contro le varie specie di cocciniglia, spruzzando i rami con l'apposito olio emulsionato, magari aggiungendo qualche goccia di insetticida.

Il momento dei rami nudi è anche quello più felice per verificare l'andamento del nostro progetto e la crescita corretta delle varie ramificazioni secondo il disegno che ci eravamo proposti.

Ricordate che durante l'inverno, i rami delle piante resinose consentono di essere manipolati e sopportano le torsioni e l'applicazione del filo per fissare le forme da noi desiderate.

Ovviamente in questa stagione non essendoci crescita apprezzabile non si fisseranno le forme e non ci saranno problemi per l' applicazione del filo. Dobbiamo però fare attenzione nella buona stagione per evitare di essere colti di sorpresa da qualche solco causato da un filo del quale non ci ricordavamo più.

Infine è verso il fine dell'inverno che dobbiamo prelevare le marze che intendiamo utilizzare negli innesti della primavera. Tali marze possono essere conservate agevolmente in una bottiglia di plastica, di quelle usate per l'acqua minerale, chiusa e collocata, fino all'utilizzo delle marze stesse, nel frigorifero.

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